Noi siamo ciò che facciamo costantemente. L’ eccellenza quindi non è un atto ma un’ abitudine. Aristotele

Cosa significa questa frase?

Semplicemente che il segreto per raggiungere risultati notevoli non è il talento innato, bensí la grinta intesa come miscela di tenacia, perseveranza e determinazione.

A proposito di questo vi consiglio la lettura del libro “Grinta” di Angela Duckworth, la quale prendendo spunto dalla realtà quotidiana mostra ai lettori ad esempio in che modo i cadetti affrontano i primi giorni nella dura e selettiva accademia militare di West Point, oppure in che modo gli insegnanti gestiscono il lavoro nelle scuole più problematiche. Angela Duckworth riporta i risultati delle più attuali ricerche su come rendere efficace al massimo livello una performance, e le conclusioni derivanti dalle interviste di decine di persone di successo: da Jamie Dimon, A.D. di JPMorgan, a Bob Mankoff, cartoon editor del New Yorker, a Pete Carroll, coach della squadra di football americano Seattle Seahawks.

Attraverso le sue ricerche l’autrice ci mostra come il talento sia sicuramente un buon punto di partenza, ma non sufficiente per permettere di esprimere tutto il proprio potenziale.

Detto in altri termini, il talento, da solo, non basta praticamente mai.

E’ necessario quindi lavorare sul proprio potenziale incanalandolo verso una passione e coltivarlo con una forte determinazione. Senza tutto questo il rischio è quello di sprecare le nostre qualità naturali e non essere in grado di sviluppare tutte le nostre potenzialità.

Sarà capitato a tutti voi di di vedere un atleta molto forte sotto i vari aspetti tecnico, tattico e fisico ma che non riusciva ad esprimere tutto il suo potenziale e di contro osservare un atleta con minori capacità che però riusciva a spuntarla rispetto all’atleta talentuoso. Situazioni di questo tipo sono comuni, sia nello sport, sia in altri ambiti della vita.

Come fare per non lasciare che il proprio talento si disperda nel nulla?

Innanzitutto è fondamentale avere una direzione, che significa avere un obiettivo chiaro per non sprecare le nostre energie e canalizzare la nostra attenzione; ma questo non è sufficiente, infatti una volta che abbiamo individuato la meta rimane l’atra metà del lavoro che consiste nello spingere fino in fondo l’acceleratore senza mollare la presa. Ecco perché tenacia, perseveranza e determinazione fanno la differenza.

Dott.ssa Veronica C. Bertarini

Psicologa, Counselor, esperta in Psicologia dello Sport

Per approfondimenti www.sportlifementalcoach.net

 

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