Molti sono i temi che possono essere affrontati quando si parla di bambini e nuove tecnologie e condensarli in un unico articolo è complesso e pertanto non sarà il mio scopo; mi limiterò quindi a darvi una prospettiva su alcuni comportamenti e conseguenti effetti che ritengo particolarmente rilevanti.

Parto da una presa di posizione che a molti potrebbe apparire forte: smartphone ai bambini, NO!

I bambini sotto i 10 anni non  hanno alcuna necessità di avere uno smartphone tra le mani, essi hanno invece  il bisogno di scoprire il mondo attraverso l’esplorazione e l’esperienza.  Le conseguenze di un uso eccessivo sono sia fisiche che psicologiche e alcune sono sinteticamente elencate nell’articolo di Cris Rowan di cui vi riporto il link (http://www.huffingtonpost.it/cris-rowan/10-motivi-per-cui-i-dispositivi-portatili-dovrebbero-essere-vietati-ai-bambini-al-di-sotto-dei-12-anni_b_9124584.html).

Sempre nello stesso articolo leggiamo: “L’American Academy of Pediatrics e la Canadian Society of Pediatrics affermano che i bambini da 0 a 2 anni non dovrebbero essere esposti alla tecnologia, dai 3 ai 5 l’esposizione dovrebbe essere di un’ora al giorno, mentre dai 6 ai 18 non più di due ore al giorno. I bambini e i giovani fanno uso della tecnologia 4-5 volte in più dell’ammontare di ore raccomandato, con conseguenze serie e spesso pericolose per la vita (Kaisee Foundation 2010, Active Healthy Kids Canada 2012).”

Si tratta quindi di un problema concreto che parte da un discorso evolutivo: il nostro cervello si è infatti sviluppato per gestire relazioni reali e presenta enormi aree deputate alla gestione della relazione “faccia a faccia”. Come ci spiega il Prof. Trabucchi nel suo libro “Tecniche di resistenza interiore” l’empatia, l’interpretazione della comunicazione non verbale, il controllo sulle proprie risposte emozionali ne sono gli aspetti peculiari.

Cosa accade quindi al nostro cervello quando siamo immersi nei nostri smartphone?

Trabucchi parla di uno stato di dissociazione che porta ad un minor livello di stimolazione in queste zone del cervello. Capirete quindi che, se per un adulto il problema può essere marginale, diviene rilevante quando parliamo di ragazzi in crescita perché nel lungo termine la continua dissociazione potrebbe realmente finire per ostacolare lo sviluppo di queste aree cerebrali.

Fatta una fotografia, seppur sintetica e sommaria, del problema, ora è necessario affrontarlo. La frasi comuni che sento ripetere dai genitori sono: “così non si annoia e sta buono” (tendenzialmente riferita a bambini piccoli al ristorante), “come faccio a non dagli il telefono, ce l’hanno tutti i suoi amici” (tendenzialmente riferita a preadolescenti).

Affrontiamo la questione in modo differenziato.

Il bambino sotto i 10 anni che al ristorante gioca allo smartphone perché si annoia ritengo sia un modo dei genitori per girare il problema che in realtà sarebbe “così non annoia noi genitori”.  Eh già, un bambino deve anche annoiarsi a volte, capita nella vita da adulti e sarebbe bene che capitasse anche da bambini, tenere i piccoli sempre lontani da qualsiasi emozione negativa significa crescere adulti fragili. A questo proposito vi invito a leggere http://related.studio/genitori-iperprotettivi-no-grazie/.

Insomma, dire no e sopportare capricci e musi  è dura e spesso estenuante, per questo si finisce con il cedere …  ma la cattiva notizia è che si deve fare …. quella buona? Il bene a lungo termine per i vostri figli, che, concorderete con me, è molto più importante di vederli soddisfatti nell’immediato.

 

“Non danneggiate i vostri figli, rendendo loro facile la vita”

Robert Anson Heinlein

 

Sicuramente differente è la situazione con un figlio preadolescente che si trova ad interagire con coetanei e ragazzi più grandi per i quali lo smartphone è già parte integrante della propria vita. Di certo non possiamo negare totalmente ai nostri figli  l’uso di questi strumenti e farli cosi sentire alienati rispetto ai coetanei, ma porre delle regole di utilizzo è doveroso e necessario.

Vedere dei ragazzi giocare insieme a 1 …2 …3  stella o a nascondino non è la stessa cosa di vederli in gruppo a fissare uno schermo … in quest’ultimo caso non c’è condivisione, è un intrattenimento passivo e se posso permettermi, non è nemmeno una bella visione.

E’ importante evidenziare che quando parliamo di giovani adolescenti, parlare di smartphone significa parlare soprattutto di social network e qui il tema va un po’ oltre gli effetti analizzati precedentemente per i bambini.

Sempre il prof. Trabucchi, ci spiega come il tempo per le relazioni sociali sia un tempo limitato, quindi, quello che viene dedicato alle interazioni virtuali va a discapito di quello investito in amicizie in carne ed ossa.

“Un ragazzo che passa molto tempo sui social network possiede quindi una rete sociale meno vasta. Una rete sociale ridotta non consente di esercitare come si deve le aree cerebrali che governano la competenza sociale (…). Purtroppo, possedere minor competenze sociali porta ad avere meno amici, e quindi una rete sociale ancora più ridotta. Quindi, l’uso massivo dei social network indebolisce le competenze sociali nei giovani e limita l’estensione della loro rete relazionale reale.”

Esistono poi conseguenze  che non riguardano esclusivamente i ragazzi, ma anche gli adulti, che sono proprie dell’ utilizzo smodato dei social network (vi invito a leggere http://related.studio/relazioni-virtuali-in-un-mondo-reale-quali-effetti/) , una delle più rilevanti è la crescita dell’incapacità di ascoltare ciò che si prova in profondità: il tempo di un mi piace e l’emozione sfuma, rendendoci poco alla volta incapaci di affrontare le difficoltà della vita.

I genitori oltre ad imparare a dire di no (e sopportarne tutte le conseguenze) hanno un altro importantissimo compito, che è quello di dare l’esempio. Educare i propri figli, è un lavoro che richiede non solo amore, ma anche dedizione e sacrificio. Iniziate da voi stessi perché  passare il vostro tempo a fianco dei vostri figli a scegliere le foto da postare su facebook non li aiuterà a capire che il tempo può essere impiegato in modo differente.

Datevi delle regole semplici in famiglia e siate i primi a rispettarle: niente smartphone a tavola, niente facebook quando si è tutti assieme, niente telefoni dalle 19.00  alle 21.00 … le regole sono tutte vostre e non è mio compito definirle, ma fate in modo che gli smartphone non pervadano la vita dei vostri figli (e la vostra!).

 

Rispolverate i giochi in scatola della vostra infanzia e addormentate i vostri bambini più piccoli con una fiaba … credetemi, i bambini non hanno bisogno né degli smartphone né della televisione e  se non avessero questi strumenti troverebbero (più di noi) fantastici modi per passare felicemente il tempo.

 

Scritto da Veronica C. Bertarini per la rubrica “Grandi pensieri per i più piccoli”

in collaborazione a Lecco4children

 

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