La rabbia è un sentimento difficile da controllare. E se è così per un adulto, figuriamoci per un bambino piccolo che non è ancora in grado di dare un nome alle proprie emozioni.

Non c’è nessuno che non si arrabbia mai. La rabbia è una emozione primitiva, osservabile anche nei bambini molto piccoli e nelle specie animali diverse dall’uomo. Tutti, quindi, ci arrabbiamo: essa è un’emozione naturale e sana, funzionale per la sopravvivenza stessa.

Maria Montessori con il suo approccio emotivo ci ha suggerito  come affrontare al meglio e gestire questa emozione con un metodo pratico : il barattolo della calma. Si tratta di un barattolo di vetro (o plastica) trasparente contenente della colla brillantinata e acqua. Il bambino può creare da solo questo barattolo e servirsene ogni qualvolta ne ha bisogno. Lo aiuterà a calmare questo momento di tensione e concentrarsi su sensazioni positive.

E’ molto importante aiutare il bambino a far chiarezza sulle proprie emozioni , quello che consiglio ai genitori è di pensare a quanto sia educativo imparare ad affrontare anche le più piccole frustrazioni e non lasciare che il piccolo venga lasciato solo ad elaborare quello che ha provato pensando: “tanto poi gli passa!”. Tutte le emozioni, rabbia , tristezza, paura, felicità e colpa vanno verbalizzate ed esternate.

Ci si avvicina la bimbo con frasi del tipo: “so che sei arrabbiato, ma adesso possiamo fare qualche attività insieme cosi ti calmi e ti passa” o  “spiegami cosa ti è successo cosi proviamo a risolvere la situazione”…

Questo comportamento va adottato anche se il bimbo è ancora piccolo e non capisce bene quello che gli stiamo comunicando ma cercando di comprendere le sue emozioni e rassicurandolo con la voce riusciamo ad ottenere una risposta positiva  al fine di tollerare quello che gli sta succedendo.

Durante un momento di rabbia del bambino sconsiglio di usare questi metodi che potrebbero risultare dannosi per il piccolo.

  • Punirlo subito (in quei momenti non ha il controllo di sé e delle sue azioni)
  • Fare finta di nulla (si sentirebbe incompreso e vi vivrebbe la prossima crisi in modo ancora più intenso, per farsi sentire a ogni costo)
  • Spiegare troppo (durante la crisi di rabbia non ci ascolterebbe… e quando la crisi finisce… le parole dette a crisi passata avrebbero un effetto del tutto superficiale)

Che cosa fare allora? Consiglio di accogliere la sua rabbia senza farsi travolgere da essa. Restiamo vicino al bambino e lasciamo che si sfoghi, proponendogli o il barattolo della calma oppure stringendolo forte a noi aspettando che sia lui a calmarsi. Senza alzare la voce ed eccedere con le richieste, ma aspettando i suoi tempi dandogli l’ impressione di essere ben presenti.

Inoltre consiglio di leggere al bambino e con il bambino alcuni libri sulle emozioni al fine di aiutarlo a gestirle e a conoscerle. Per esempio: “Che rabbia” di Mireille D’Allancè e “I colori delle emozioni” di Anna Llenas.

e… armatevi di tanta pazienza!

 

Laura Corti – Educatrice Professionale

Articolo scritto per la rubrica “Grandi pensieri per i più piccoli” in collaborazione a Lecco4Children

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